Un po’ di storia: come è nata la Mostra della Capra Orobica di Casargo
Sabato 15 e domenica 16 novembre 2025 torna a Casargo la Mostra Regionale della Capra Orobica. Un evento dedicato alla tradizione della Valsassina, a pochi minuti dal Rifugio Shambalà, ideale per un pranzo o una sosta in quota.

Le origini della mostra

La Mostra Regionale della Capra Orobica nasce a Casargo nel novembre del 1991.
In quegli anni la razza era già diffusa in tutta la Valsassina, con oltre cinquanta allevamenti e circa millecinquecento capi registrati.
La mostra venne pensata come un’occasione per mettere in contatto allevatori, tecnici e pubblico, offrendo uno spazio di confronto su una razza caprina che stava tornando a occupare un ruolo importante nel territorio montano.
La Capra Orobica è il risultato di una lunga selezione naturale, che l’ha resa adatta alle aree più impervie della Valsassina, dove il terreno non consente l’allevamento bovino.
Fin dalle prime edizioni, la manifestazione si è distinta per la partecipazione diretta degli allevatori locali e per l’interesse dei visitatori, incuriositi dalle caratteristiche fisiche e produttive di questa razza.
Un animale legato alla montagna
Durante la prima mostra, come ricorda il volume “La Capra Orobica – Regina delle Valli” curato da Angelo Sala, il pubblico imparò a riconoscere i tratti distintivi di questo animale: taglia medio-piccola, ossatura leggera, corna lunghe e ricurve, pelo abbondante e mantello di colori diversi.
È una capra rustica, pacifica e resistente, che vive al pascolo da aprile a novembre e si nutre principalmente di erba e fieno, con un costo di mantenimento contenuto.
La sua produzione di latte, seppur modesta, è di alta qualità e può essere miscelata con quella bovina per la produzione del formaggio Bitto, tra i più rappresentativi delle valli lombarde.
L’Orobica è quindi una razza perfettamente integrata con la vita d’alpeggio e con la gestione tradizionale del territorio: un equilibrio tra uomo, animale e ambiente che ancora oggi caratterizza la Valsassina.

Una tradizione che continua
Nel corso degli anni, la mostra di Casargo è cresciuta fino a diventare un riferimento regionale.
Ogni edizione riunisce allevatori provenienti da diverse province lombarde, con momenti di valutazione dei capi, esposizioni e incontri tecnici dedicati al miglioramento genetico della razza.
Accanto agli aspetti zootecnici, l’evento è anche una festa di valle, con stand gastronomici, degustazioni e la presenza dei prodotti tipici locali: formaggi, miele, conserve e salumi artigianali.
La manifestazione si svolge oggi nell’area polifunzionale di Casargo e continua a rappresentare un punto di incontro tra tradizione agricola e comunità locale.

Casargo e l’Alpe Giumello
Per chi arriva da fuori, la Mostra della Capra Orobica è anche un’occasione per conoscere il territorio dell’Alta Valsassina.
A pochi minuti dal centro di Casargo si trova l’Alpe Giumello, dove sorge il Rifugio Shambalà.
Dopo la visita alla mostra, molti visitatori scelgono di salire al Giumello per pranzare o fermarsi qualche ora in quota.
La vista sul Lago di Como, i sentieri panoramici e la cucina del rifugio completano bene una giornata dedicata alle tradizioni locali.
Il legame tra la mostra e il rifugio è naturale: entrambi rappresentano la stessa idea di montagna, fatta di lavoro, rispetto e semplicità.

Una manifestazione identitaria
A più di trent’anni dalla prima edizione, la Mostra Regionale della Capra Orobica di Casargo rimane un appuntamento identitario per la Valsassina.
Non è solo una fiera agricola, ma una testimonianza concreta di come la montagna continui a produrre, resistere e valorizzare le proprie risorse.
Chi partecipa, anche solo come visitatore, percepisce la passione e la continuità di un mondo che non ha mai smesso di rinnovarsi nel rispetto delle proprie origini.





